venerdì 22 ottobre 2010


Maestrale - Eugenio Montale

S'è rifatta la calma
nell'aria: tra gli scogli parlotta la maretta.
Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma
a pena svetta.

Una carezza disfiora
la linea del mare e la scompiglia
un attimo, soffio lieve che vi s'infrange e ancora
il cammino ripiglia.

Lameggia nella chiaria
la vasta distesa, s'increspa, indi si spiana beata
e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia
vita turbata.

O mio tronco che additi,
in questa ebrietudine tarda,
ogni rinato aspetto coi germogli fioriti
sulle tue mani, guarda:

sotto l'azzurro fitto
del cielo qualche uccello di mare se ne va;
né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto:
"più in là!".


domenica 11 aprile 2010

Da un giudizio la commozione

Murillo, "Il figliol prodigo"


L’uomo incomincia un cammino e questo cammino desta stupore perché il termine è la felicità, è il destino; passano i giorni, passano i mesi, passano gli anni e questo deve superare tante fatiche, tanti imbrogli, tante confusioni, tanti sbagli, deve superare continuamente se stesso. Allora tu non hai soltanto l’ammirazione perché è fatto per un destino eterno, ma hai anche una commozione perché deve far fatica per quello.

L.Giussani – Si può vivere così (p.354)